Poetiche politiche. Narrative, storie e studi delle donne

PASSAPAROLA:
FacebooktwitterpinterestlinkedinmailFacebooktwitterpinterestlinkedinmail

7° Convegno nazionale
Torino, 7-8 novembre 2008

La Società italiana delle Letterate invita tutte le socie al prossimo Convegno Nazionale.

Convocazione assemblea SIL

Presentazione  

Programma definitivo 

Info e alberghi

Istituto Avogadro Aula magna
corso S. Maurizio 8

Palazzo Lascaris – Sala Viglione
via V. Alfieri 15

Galleria delle Donne – Associazione Sofonisba Anguissola
via Fabro 5

Info

Cristina Bracchi: cbracchi@aliceposta.it

Luisa Ricaldone: luisaricaldone@libero.it

CIRSDe – Centro Interdisciplinare Ricerche e Studi delle Donne
Università di Torino
tel.  011 670 3129/3921
fax. 011 6703270

e-mail: cirsde@unito.it
http://www.cirsde.unito.it/

Info e alberghi

La Società Italiana delle Letterate organizza il suo prossimo convegno tematico attorno alla complessa questione del rapporto fra la letteratura e la politica, che vogliamo discutere e sviluppare a partire dalle diverse inclinazioni e professionalità legate alla scrittura. La SIL si propone come struttura di aggregazione che consente di valorizzare l’esperienza e la soggettività femminile; di elaborare concetti e categorie che portano alla ridefinizione di contenuti e metodi del sapere; di rinnovare la ricerca, la trasmissione, l’insegnamento e la diffusione della produzione letteraria e di scrittura, soprattutto femminile, nonché di indagare le strutture dell’immaginario e del simbolico, sostenendo l’impegno di ricerca in questa direzione.

Perciò i convegni e le attività organizzate e curate dall’Associazione sono pensate per promuovere cultura letteraria, discorso attorno alla letteratura, lettura consapevole e situata del fatto letterario, privilegiando la prospettiva della differenza di genere. L’indicazione a interrogare la letteratura in modo politico va nella direzione dell’attribuire alla letteratura doti di rappresentatività oltre che di rappresentazione – azione necessaria in una società che manca di rappresentanza e di rappresentazione molteplice – del comprendere il valore politico della narrazione, del dare potere all’esercizio di autorità attuato dalla scrittura. Il convegno Poetiche politiche intende proseguire la prassi di riflessione attorno al nesso donne, letteratura e politica, consolidata al convegno di Ferrara, nel marzo 2004, erede di spunti e sviluppi critici dei precedenti convegni di Firenze e Bari, affermata e discussa nella giornata “Il dono della politica. Seminario su Le tre ghinee di Virginia Woolf”, a Torino il 4 dicembre 2004, ripresa con contributi e prospettive differenti nei convegni di Trieste (2005) e ancora di Bari (2007).

Il convegno ha l’ambizione di esporre e spiegare lo stato dell’arte del pensiero e dell’azione prodotta dall’Associazione e di farne discorso didattico e scientifico. Difatti resta fondamentale l’unione tra la ricerca, specialistica e politica delle studiose afferenti alla SIL, e l’obiettivo di promuovere cultura e pratiche che abbiano una ricaduta di efficacia nella quotidiana azione didattica, a scuola e all’università; che sappiano sollecitare domande importanti e di conseguenza la politicità del discorso attorno alla letteratura; che sappiano rendere autonoma e critica la ricezione del testo.

Infatti è previsto un incontro mattutino con studenti di liceo, inteso quale momento proemiale del convegno, che si aprirà nel pomeriggio, di presentazione e radicamento nel tessuto cittadino, e soprattutto di confronto e di verifica circa l’azione didattica che la SIL svolge attraverso le socie, le iniziative periodiche, le numerose pubblicazioni. La preparazione e le relazioni, precedentemente attivate con i/le docenti di scuola secondaria superiore, che vorranno aderire all’iniziativa, consentiranno di sottoporre alla ricezione degli/delle studenti questioni di poetica, di teoria, di politica attivate dal testo letterario. In particolare saranno sviluppate questioni relative alla difesa della cultura e della libertà di pensiero, alla letteratura e i suoi legami con la creatività, la rappresentazione e l’autorappresentazione. Leggere e scrivere per cambiare il mondo saranno spiegate quali azioni possibili e di legame tra la didattica – nella doppia direzione dell’insegnamento e dell’apprendimento – i desideri, la cittadinanza, la democrazia, le professioni.

Le tre sezioni plenarie che danno forma al convegno sono dedicate con intensità al dialogo delle studiose, insegnanti, artiste della SIL con studiose esterne all’Associazione, con cui siamo già in relazione politica o scientifica significativa e con le quali ci proponiamo di sviluppare quel “fare critico in relazione” che è pratica di pensiero capace di fare la differenza nell’ambito degli studi, di spostare la profondità prospettica di sguardo e comprensione, di trovare nuove chiavi di lettura del testo e della realtà. Il confronto dialogico sarà tra la teoria e critica della letteratura unite alla pratica di valorizzazione e trasmissione della storia letteraria attuate dalle studiose SIL, con le pratiche, le finalità, i significati etici e civili della letteratura, della filosofia, della storia, dell’arte.

Il parametro di significato che ci interroga è dato dalle poetiche politiche quali pratiche estetiche e discorsive di costruzione di mondo (simbolico e concreto) e di società, da mettere in relazione, da vivere in rete, da rendere significative con la concretezza dell’arte della parola e dell’intelligenza della politica. Lontana da un criterio interpretativo e di senso legato al canone, in letteratura e nell’arte, la poetica a cui pensiamo è sistema soggettivo e consapevole, di scelte estetiche e di contenuto, mutevole e dinamico. L’azione politica del fatto letterario, prodotto o recepito, si attiva e consiste nel punto di vista narrativo e interpretativo del pensiero e della realtà che si rappresenta o si comprende. La pluralità dell’agire, nella continua negoziazione tra privato e pubblico, tra didattica e ricerca, tra lettura e scrittura, tra individuale e collettivo, consente di pensare nuovi modi per accostare i testi e per scriverli, per inventare nuovi legami semantici tra l’otium e il negotium, tra vita attiva e contemplativa, nell’intento di sostenere modi di vivere che rispecchino e valorizzino l’umano che ci abita, che sappiano dare felicità. La politica, insieme degli aspetti che producono e organizzano la vita di relazione delle società, deve essere parte di un sistema di poetica, in cui forma e contenuto, il “come” e il “che cosa”, siano in continua e mutevole relazione di reciprocità.

Alcune domande importanti: può il nostro impegno di scrittrici, studiose, insegnanti, sollecitare la letteratura – nei suoi fatti letterari, storia e critica – ad avere incidenza positiva e propositiva sulla realtà? Può creare realtà? Come sappiamo ripensare le domande? Come possiamo, appassionate e professioniste, rinnovare e trasmettere, qui e ora, ma anche nei termini di genealogia ed eredità, il piacere e la pratica politica di leggere e scrivere, interpretare i testi nell’epoca della televisione, di internet e della play station? Con quali linguaggi e quali forme? Con quali poetiche politiche?

Proveremo a tematizzare le questioni nel confronto con chi scrive la letteratura da prospettive altre, con chi sa fare la narrazione della storia, con chi dà corpo alla speculazione filosofica.

7  novembre mattino

Aula magna Istituto Avogadro

corso S. Maurizio 8

Ore 9.00 – 12.00

La SIL incontra studenti e insegnanti di scuola secondaria superiore

Partecipano:

Monica Luongo – Presidente SIL

Cristina Bracchi – Direttivo SIL, insegnante L.S. Piero Gobetti Torino

Maria Cristina Spinosa – Consigliera Regione Piemonte

Laura Cima – Consigliera di parità Provincia Torino

Daniela Finocchi – Ideatrice concorso letterario Lingua Madre

7  novembre pomeriggio

Palazzo Lascaris – Sala Viglione

Via V. Alfieri 15

Ore 15.00 – 18.00

Saluto della presidente Monica Luongo

Apertura dei lavori Cristina Bracchi

Poetiche politiche – prima sezione

Filosofia politica della narrazione – filosofia e/è poesia

Monica Farnetti – Letterata SIL ne discute con

Federica Giardini – Filosofa, Roma

Partecipano: Laura Graziano, Bianca Tarozzi, Francesca Mastrovito

7 novembre sera

Galleria delle Donne – Associazione Sofonisba Anguissola

Via Fabro 5

Ore 18.30 – 21.00 assemblea delle socie

Ore 21.00 cena

8 novembre mattino

Palazzo Lascaris – Sala Viglione

Via V. Alfieri 15

Ore 9.00-12.00

Poetiche politiche – Seconda sezione

Narrative politiche del testo – L’etica e la felicità

Cristina Bracchi – Letterata SIL ne discute con

Monica Cristina Storini – Letterata, Roma

Nerina Milletti – Storica, Firenze

Liliana Ellena – Storica, Torino

Partecipano: Lidia De Federicis, Valeria Gennero

8 novembre pomeriggio

Palazzo Lascaris – Sala Viglione

Via V. Alfieri 15

Ore 14.00-18.00

Poetiche politiche – Terza sezione

Narrazioni dell’(im)politico: figure e figurazioni della prossimità nell’intercultura di genere

Ribka Sibhatu, scrittrice eritrea, Aulò. Canto-poesia dell’Eritrea; Il cittadino che non c’è

Kaha Mohamed Aden, scrittrice somala (racconti pubblicati in riviste ed inediti)

a cura di Clotilde Barbarulli – Letterata SIL

Leila Sebbar, scrittrice di padre algerino, madre francese, nata in Algeria e vivente in Francia

a cura di Nadia Setti – Letterata SIL

8 novembre sera

Ore 18.30 – 20.30 assemblea della socie ed elezioni cariche

Ore 21.00 cena

Incontro con studenti e insegnanti di scuola secondaria superiore

Partecipano e intervengono:

Monica Luongo – Presidente SIL
Cristina Bracchi – Direttivo SIL, insegnante L.S. Piero Gobetti Torino
Maria Cristina Spinosa – Consigliera Regione Piemonte
Laura Cima –  Consigliera di parità Provincia Torino
Daniela Finocchi – Ideatrice concorso letterario Lingua Madre

Gli/le studenti prenderanno spunto da uno dei testi indicati sotto, o da un testo auto-biografico e di scrittura del sé appartenente alla letteratura mondiale già conosciuto, e proporranno una narrazione di sé o dell’altra/o, secondo la prospettiva del partire da sé e dell’esperienza:

1)Gabriella  Ghermandi, Regine di fiori e di perle
2)Fatema Mernissi, Vita nell’harem, la terrazza proibita
3)Grazia Deledda, Cosima
4)Assia Djebar, Donne d’Algeri nei loro appartamenti
5)Carla Cerati, La cattiva figlia
6)Sibilla Aleramo, Una donna
7)Anna Banti, Artemisia
8)Cristina Ali Farah, Madre piccola
9)Marjane Satrapi, Persepolis

L’incontro si svolgerà a partire dalla lettura di alcuni scritti di allievi/e e dalla formulazione di domande importanti, attorno alla studio della letteratura e alla lettura e scrittura di testi, da rivolgere alle studiose e alle politiche presenti. In particolare saranno sviluppate questioni relative alla difesa della cultura e della libertà di pensiero, alla letteratura e i suoi legami con la creatività, la rappresentazione e l’autorappresentazione. Leggere e scrivere per cambiare il mondo saranno spiegate quali azioni possibili e di legame tra la didattica – nella doppia direzione dell’insegnamento e dell’apprendimento – i desideri, la cittadinanza, la democrazia, le professioni.

Poetiche politiche –  Prima sezione
Filosofia politica della narrazione – filosofia e/è poesia

Fra il pensiero e la sua scrittura, e reciprocamente fra la scrittura e il pensiero che di continuo la sostiene, esiste una relazione così salda da convincerci che filosofia e letteratura non siano altra cosa l’una dall’altra. Questo mostrano tante grandi scrittrici, con il loro sapere che non rinuncia alla meraviglia (e dunque a meravigliare) e il loro pensare che lascia spazio all’impensato e al pensabile altrimenti: indicando, sotto i panni della filosofia, le condizioni stesse, e le risorse, della poesia.
Filosofia e letteratura: nomi disciplinari da trasformare in posizioni. Esistono differenze nella posizione di chi scrive filosoficamente e di chi scrive letterariamente? Perché leggo/i delle letterate? Perché leggi/o delle filosofe?
Dove si incontrano (e dove si sono separati e perché) questi due modi così complementari di stare nel linguaggio e nel pensiero; quali priorità l’uno e l’altro mettono in gioco; come insieme danno nascita a testi che non solo collaborano alla trasformazione del mondo ma di un colpo lo sovvertono e sono tali da non poter passare inosservati.
Filosofia oggi. Crisi della filosofia come disciplina maestra – crisi delle istituzioni del sapere rispetto alla società. Una donna partecipa di questa crisi? Amore femminile per la “filosofia”: Irigaray, sapienza dell’amore – Braidotti, geopolitica della filosofia – Zambrano, la vita ombra del pensiero – Hersch, la filosofia decisione etica. Filosofia: esercizio attivo del pensiero.
Letteratura: affrancamento del pensiero dal già pensato, libertà del pensiero di forgiarsi di volta in volta le proprie forme. Non crisi ma attribuzione di valore (da parte delle filosofe, delle scienziate, delle psicoanaliste). Zambrano, Lonzi, Muraro, Fraire.
Il punto di legame: l’espressione. Il vivente che siamo e il linguaggio. Una donna è dovuta arrivare al linguaggio. Basta arrivare al linguaggio?
Pensare filosoficamente: portare a parola, creare i contorni. Le donne e la svolta linguistica, un’attenzione – ma ossessiva – al linguaggio (oppure, la filosofia si fa letteratura nel pensiero postmoderno).
Differenze femminili. Scrittrici e pensatrici ci dicono che pensare/scrivere trovando un codice non basta.
Scrittrici: l’espressione oltre il linguaggio. Capacità generativa della lingua.
Pensatrici: l’eccedenza del linguaggio, il pensare. Il non ancora, il non umano… stupore e meraviglia.
Pensiero dell’esperienza e impersonale, presa diretta, esplicitazione (filosofia) e vie del differimento/dislocazione (letteratura). La voce di chi scrive.

Politicamente: stiamo forse facendo la stessa cosa, e quel che ci distingue è la collocazione nell’ordine sociale dei saperi e del mercato? Diverse genealogie: fare i conti col canone, fare i conti con la tradizione (letteraria, filosofica). Infedeltà al metodo? (Irigaray, Braidotti e una ‘naturale’ transdisciplinarietà).
Su queste piste si interrogano Monica Farnetti e Federica Giardini, rispettivamente letterata e filosofa, amiche d’infanzia e sempre alla ricerca, come le loro discipline, l’una dell’altra.

Bibliografia
M. Zambrano, Filosofia e poesia, tr. it. Pendragon 2002.
A.M. Ortese, Corpo celeste, Adelphi 1997.
L. Irigaray, La sapienza dell’amore, in In tutto il mondo siamo sempre in due, tr. it. Baldini & Castoldi 2006.
R. Braidotti, Trasposizioni, tr. it. Sossella 2008.
J. Hersch, Storia della filosofia come stupore, tr. it. Bruno Mondadori 2002.
F. Jullien, Parlare senza parole, tr. it. Laterza 2008.

Poetiche politiche –  Seconda sezione
Narrative politiche del testo – l’etica e la felicità

La pratica delle relazioni è pratica etica di felicità e di politica. La gratuità del gesto, il dono (Woolf), svincola l’azione politica dal compenso e la allontana dalla politica del potere. L’atteggiamento relazionale, non autoreferenziale, sostiene il peso, il carico, la fatica dell’azione e del lavoro. Fare il gesto politico dissenziente della gratuità significa lavorare a pro dell’umanità, della comunità, nella circolarità dell’agire (Arendt)? Se l’obiettivo primo del sopruso è il tornaconto economico e il potere, il dono gratuito dell’agire svuota di senso l’obiettivo e il suo percorso, mentre l’azione si fa dissenso? Utopia praticabile?

Forse. Certo è che l’altra necessaria, dentro e fuori dal testo, nella pratica critica – e politica -, è parametro di senso, autorizzazione e rispecchiamento, che permette di riconoscere la narrazione della soggettività come processo e non come dato. “Il circolo virtuoso dell’ermeneutica tende così ad affermare il significato etico della letteratura e della critica letteraria; a richiamare alla responsabilità intellettuale e alla funzione civile della parola; a sollecitare il pensiero a porre ‘domande importanti; a spiegare il femminismo quale condizione esistenziale e intellettuale.” (Le dissenzienti, p.7).

Il fare critico in relazione e la conoscenza data dall’intersoggettività realizzano le eccedenze di pensiero che aprono nuovi scenari e consentono percorsi di autenticità. I femminismi, le prospettive di genere, gli studi delle donne da un lato, lo stare fuori dalla norma e l’altra proposta politica ed esistenziale del movimento delle lesbiche in Italia dall’altro, sono contesti di significato e di pratiche politiche relati e dialoganti con le pratiche del femminismo anni Settanta e anni Duemila. Cristina Bracchi dialoga con l’analisi e il discorso storico e la riflessione di Liliana Ellena, Monica Cristina Storini, Nerina Milletti, a proposito di:

potere conoscitivo dell’intersoggettività
generi, generazioni, classi
sé individuale/ sé collettivo
identità europea/identità planetaria
ideologia/utopia

in particolare nello sviluppo di quattro questioni complesse:
1)il potere sovversivo della fedeltà a sé;
2)le grandi narrazioni e la decostruzione delle categorie identitarie
3)biopolitica, essenzialismo, canone
4)democrazia,  impegno civile, immaginario

L’orizzonte di senso è l’immaginario della relazione e le sue narrative a cui si accede “entrando in risonanza con qualcuna/o” e disimparando il privilegio (Spivak). Lo stile della relazione e la ricezione in relazione nutrono l’immaginario critico a difesa della democrazia, del pensiero laico, e della spiritualità, indipendente dalle forme della religiosità., infine consentono la narrabilità del femminismo e della singolarità ed eccentricità della soggettività femminile femminista e la risposta alle domande: Chi si è? Dove si è? Come fare?

Bibliografia
G. C. Spivak, Morte di una disciplina, tr. it. Meltemi 2003
G. C. Spivak, Critica della ragione postcoloniale, tr. it. Meltemi 2004
A. Cavarero, Tu che mi guardi tu che mi racconti, Feltrinelli 1999
A. Cavarero, A più voci, Feltrinelli 2003
J. Butler, Vite precarie, tr. it Meltemi 2004
H. Arendt, Sulla violenza, tr. it. Guanda 1996
H. Arendt, Vita Activa. La condizione umana, tr. it. Bompiani 1989
C. G. Heilbrun, Scrivere la vita di una donna, La Tartaruga 1990
G. Stein, Autobiografia di Alice Toklas, tr. it. Einaudi 2003
V. Shiva, Le nuove guerre della globalizzazione. Sementi, acqua e forme di vita, UTET 2005
V. Shiva, Il bene comune della terra, Feltrinelli 2006
V. Woolf, Le tre ghinee, tr. it. Feltrinelli 2004
C. Bracchi, a cura di, Le dissenzienti. Narrazioni e soggetti letterari, Manni 2007.

Poetiche politiche –  Terza sezione
Narrazioni dell’(im)politico: figure e figurazioni della prossimità nell’intercultura di genere

Politico è ogni aspetto della realtà e politica ogni sua rappresentazione, per narrazione di parole o di immagini. Politica è la lettura e interpretazione del simbolico che presiede alla scelta delle immagini o che ne è determinato. Politico è l’agire attorno al fatto letterario, è il fatto letterario stesso. Politica è la domanda importante: come mi/ci racconta/riconosce l’altra nell’auto-narrazione di sé?
Tuttavia non possiamo dare per scontato che l’interpretazione (anche autobiografica) di un fenomeno o di un evento sia immediatamente traducibile in politica. L'(im)politico, che non è il contrario del politico, spinge a ripensarlo, ridefinirlo, problematizzarlo. Oggi più che mai infatti il politico è un terreno accidentato, denso di tensioni e di ambiguità, anche semantiche, fra racconti, diversi, di desideri, bisogni, memorie e narrazioni egemoni dei poteri. Da qui crepe, scarti, dissonanze e conflitti in ogni narrazione e contronarrazione, lettura e uso delle parole stesse, dentro crudezze e crudeltà della politica ufficiale.
La scelta è l’area del corno d’Africa e l’Africa mediterranea, per i legami storici, di cronaca sociale e di cultura che propongono. La narrazione è quella di:

Kaha Mohamed Aden, scrittrice somala
Apriti Sesamo, in «Nuovi Argomenti», 27 (2004); 1982: fuga da casa, in: «El-ghibli», 5 (2004) on line; Autopresentazione, in: Forme della diversità, a cura di C. Barbarulli e L. Borghi, cuec 2006; Un te serio bollente, in: Lo sguardo dell’altro, a cura di S. De Marchi, Di Salvo 2008; Eeddo Maryan in: «Psiche», 1 (2008).

Ribka Sibhatu, scrittrice eritrea
Aulò. Canto-poesia dell’Eritrea (2003); Il cittadino che non c’è (2004)

con cui tematizzare
questioni sul colonialismo italiano e sulla sua rimozione, nella politica e nella letteratura
pratica di oralità nella pratica di scrittura
la scelta della lingua

Le scritture di Kaha Mohamed Aden e Ribka Sibhatu attraversano i sensi della lingua e perturbano la Storia, rimettendo in discussione nozioni codificate di identità, memoria, appartenenza nazionale e linguistica.

A cura di Clotilde Barbarulli

Leila Sebbar, scrittrice nata in Algeria da padre algerino e madre francese, vive in Francia

con cui tematizzare

  • questioni sulla seconda e terza generazione

  • aspetti politici, sociali e culturali

  • conflittualità e legami con il femminismo bianco europeo

Più che mai pensare il politico significa accogliere e ascoltare narrazioni che coinvolgono destini e memorie, individuali e collettivi, in uno spazio geopolitico in trasformazione costante, in cui nuove migrazioni sollecitano pensieri delle differenze in termini di ospitalità e dialogo interculturali, ma anche di confronti e ridefinizioni delle identità. Impegno, testimonianza, responsabilità sono termini che possono essere ripensati attraverso narrazioni che interrogano e cercano risposte a questioni dolorose insolute. La dimensione etica è inscindibile da quella politica, così come la poetica è una « poéthique » (Cixous), poetica e etica insieme. Questo atteggiamento po/etico, associato al pensiero politico, contraddistingue i pensieri della differenza di scrittrici contemporanee, nate in un mondo sconvolto dalle guerre mondiali e coloniali, che scrivono in quanto depositarie e narratrici di quella storia: personale, famigliare, nazionale. La loro indipendenza in quanto donne è un atto liberatorio da un’oppressione che si mantiene o risorge dopo le indipendenze nazionali (o nazionaliste) e che si prolunga fino ai nostri giorni con l’emergere dei fondamentalismi religiosi. I libri di Leîla Sebbar sono l’impegno e l’interrogazione costanti della relazione tra lingue e culture che sono state separate dai conflitti coloniali, la cultura musulmana e la lingua araba del padre, il francese della madre. Nella sua scrittura è presente un tracciato della storia coloniale e post-coloniale che non si riduce alla contrapposizione colonialista colonizzato/a, ma indica altri itinerari narrativi possibili oltre la memoria personale, per ospitare le narrazioni degli altri e delle altre. Da qui i titoli significativi dei libri degli anni 2000: Mes Algéries en France (2004), Journal de mes Algéries en France (2005), L’arabe comme un chant secret (2008); Voyage en Algérie autour de ma chambre (Bleu autour, 2008), Mon cher fils (roman) Tunis, éditions Elyzad, 2009; tra le sue pubblicazioni precedenti Shérazade, 17 ans, brune, frisée, les yeux verts (Stock, 1982); Les carnets de Shérazade (Stock, 1985); Le fou de Shérazade (Stock, 1991); Je ne parle pas la langue de mon père (Julliard, 2003); saggi Lettres parisiennes (con Nancy Huston) (J’ai lu, 1986, 1999) trad. italiane: Un’ infanzia algerina, testi inediti a cura di Leïla Sebbar, ARGO, 2003, trad. A. R. Galeone; La ragazza al balcone, Mondadori, Milano 1999, trad. P. Baruchello (di prossima pubblicazione Soldati); Si uccidono le bambine, Emme Edizioni, Milano 1979, trad. B. Nativi e F. Moccagatta;.

A cura di Nadia Setti

Torino, 1 ottobre 2008

Il comitato scientifico: Cristina Bracchi, Anna Chiarloni, Anna Maria Crispino, Monica Farnetti, Luisa Ricaldone, Nadia Setti.

PASSAPAROLA:
FacebooktwitterpinterestlinkedinmailFacebooktwitterpinterestlinkedinmail
PUOI SEGUIRE LA SIL SU: FacebooktwitteryoutubeFacebooktwitteryoutube
Categorie
0 Comments
0 Pings & Trackbacks

Lascia un commento