Ombrelli, commozione e allegria

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L’appuntamento era la mattina presto, alle 8.30, la scorsa domenica 5 novembre,  per la passeggiata letteraria, sulle tracce dell’itinerario preparato da Nadia Setti e Graziella Bernabò nella Roma di Elsa Morante. Passeggiata che ha concluso al meglio il convegno Morante a Roma organizzato dalla Sil insieme alla Casa Internazionale delle donne, a cura di Giuliana Misserville, Laura Fortini e la stessa Nadia Setti.  Una tipica mattina di novembre. Nuvole grigie, e pioggia intermittente.

Sono arrivate tutte, il quasi centinaio di donne venute da tutta Italia, e la pioggia non ha fermato nessuna.

Ecco qui sopra il gruppo all’ingresso della casa dell’infanzia di Elsa Morante, a via Amerigo Vespucci 41, nel quartiere Testaccio. L’edificio è tipico di questo quartiere popolare e operaio, dove si faceva vita comune, soprattutto i bambini nel cortile.

 

Qui sopra nel cortile Nadia Setti  racconta della casa e della vita di Elsa bambina.

La targa sul portone, affissa nel 2004. dice:

In questa casa ha abitato Una straordinaria scrittrice italiana Elsa Morante Roma (1912-1985) Una mente visionaria Un profondo sentimento del dolore Una viva complicità con gli umili Capace di trasformare la storia in mito La vita in favola crudele e misteriosa

Il testo è di Dacia Maraini.

In seguito Sylvia De Fanti ha letto uno di quei racconti scritti da Elsa giovanissima, pubblicato su “Oggi” nel 1939: Patrizi e plebei

 

In una intervista del 1984 – scrive Graziella Bernabò nella biografia La fiaba estrema – Elsa Morante disse, a proposito di quel periodo, e dei soggiorni nella villa della madrina: «Ero… ben nutrita, ben vestita, ma in mezzo a tutto questo lusso, rimpiangevo la mia casa del Testaccio»

 

 

A questo punto l’itinerario ha portato il gruppo, in un comodo pullmann a due piani, al Ghetto. Luogo centrale per Ida Ramundo, la protagonista di La storia, uno scandalo che dura da 10.000 anni. come diceva la copertina dell’economica edizione originale. Luogo centrale per Elsa Morante, la cui madre, Irma Poggibonsi, era ebrea.

 

Nel cuore del Ghetto, al Portico d’Ottavia, in quella che oggi si chiama Largo 16 ottobre 1943, il giorno della deportazione degli ebrei di Roma, c’è stata la lettura da La storia del parto di Ida. Benevola, la pioggia ha dato tregua.

Nel Ghetto il gruppo della Sil è stato accolto da Victor Magiar, scrittore e consigliere della Comunità ebraica di Roma. Qui sopra, in  Piazza delle Cinque Scole, spiegazione sulla pluralità della Comunità romana.

Dopo un giro a S. Lorenzo, quartiere bombardato, e dove nel romanzo Ida abita con suo figlio Useppe, il pullmann ha portato il gruppo al ristorante Al Biondo Tevere, sulla via Ostiense, vicino alla Basilica di San Paolo. Un posto importante per molti motivi. La via Ostiense era il teatro delle scorribande di Useppe con Bella, il suo cane. Su quelle rive del Tevere, su cui il ristorante si affaccia, Useppe aveva il suo rifugio. E il ristorante, a poca distanza dai mercati generali, era molto amato da Elsa e da molti suoi amici, a cominciare da Pier Paolo Pasolini.

Maria Morante e Graziella Bernabò

Al Biondo Tevere abbiamo incontrato Maria Morante, la sorella più piccola di Elsa, nata nel 1922.

Al Biondo Tevere si è concluso Morante a Roma. 

 

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