News/ A Livorno lavori di memoria

I libri che vengono presentati a novembre dall’associazione “Evelina De Magistris”

Una fitta rete di radici sostiene la pianta, anche piccola: per noi “eveline” , che la nostra amica e maestra Liliana Paoletti Buti chiamava “un bel mazzetto di fiori”, esplorare le molteplici radici che ci hanno fatto quelle che siamo, così diverse e così debitrici l’un l’altra, è da sempre un desiderio e un impegno. Anche da qui nasce il nostro lavoro di “memoria”, mosso non da nostalgico rimpianto del passato né da propensione a costruire monumenti , ma piuttosto dall’esigenza di ripercorrere fili con cui tessere trame sempre nuove. Diverse le memorie che abbiamo interrogato, dalle più lontane nel tempo, riemerse grazie alla passione di scrittore e studiose, a quelle più vicine a noi, di donne che hanno trovato nella scrittura un mezzo potente per ripercorrere la propria vita, o almeno quegli accadimenti che hanno prodotto per loro stesse, e non solo, profondi mutamenti.

Negli incontri di novembre, promossi dalla associazione Evelina De Magistris parleremo, insieme alle autrici,  di due testi in cui tornano alla luce, raccontate con modalità diverse, vicende forti del loro passato.

Il primo, Il sole dietro le nuvole ( MdS Editore, 2013) di Viola Talentoni, è un romanzo di formazione, ma questa si compie in un momento storico molto particolare. La vicenda narrata, infatti, inizia nell’estate del 1943, anno in cui Livorno, la città in cui Tina, la protagonista è nata e vissuta fino ai suoi sedici anni, è distrutta dai bombardamenti. Niente sarà più come prima: sconvolto il paesaggio, sconvolta la vita di Tina,  che il dolore, il lutto, l’esilio costringono a trasformarsi da adolescente spensierata in donna consapevole, capace «..di capire i cambiamenti e di accettare le vie tortuose attraverso le quali il destino dona speranza e anche una nuova felicità».

Il secondo, Buriazia (edizioni ETS, Pisa 2013)di Catia Giaconi, è insieme memoria, autobiografia, saggio, racconto. Viene rievocata la ricerca del padre, il soldato Armac, deportato alla fine della seconda guerra mondiale in Siberia, dove, dopo molti anni potrà incontrare la figlia avuta dalla giovane donna conosciuta in una formazione partigiana in Toscana. Accanto a questa vicenda, i molteplici i fili narrativi ci parlano della vita in un piccolo centro della Toscana rurale durante il fascismo, dell’incontro con la città, Livorno, in cui  Catia trascorre la maggior parte del suo tempo , di terre lontane come Tashenkent, Siberia, Caucaso e  Baku, di verità e menzogna, due facce di un’unica medaglia, che ininterrottamente si alternano a tal punto da rendere molto difficile distinguerle.

 

 

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  1. […]  Di questo romanzo, dell’importanza della memoria e della scrittura della memoria parliamo con l’autrice […]

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