Inconcepibile alla coscienza morale – Il Gruppo SIL di Firenze sulla Palestina

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Nel corso dell’ultima riunione di bilancio della SIL, la nostra Presidente Floriana Coppola, a nome del Direttivo, ha incoraggiato le nostre socie a esprimere il loro pensiero e condividere le loro riflessioni su quanto stava accadendo (e purtroppo ancora accade) a Gaza, con l’obiettivo di aprire uno spazio di solidarietá e confronto fra le socie e le amiche, creare momenti di riflessione collettiva e di progettualitá comune.

Alla chiamata ha risposto per primo il gruppo SIL di Firenze, e la sua referente Clotilde Barbarulli ha inviato prontamente un documento che condividiamo qui e prendiamo come punto di partenza per continuare il flusso di ragionamenti e relazioni, all’interno e all’esterno della SIL:

“Inconcepibile alla coscienza morale”: così nel marzo 2025 il Coordinatore umanitario dell’Onu per i territori occupati in Palestina ha definito la ripresa del genocidio nella martoriata Gaza, che ha fatto decine di vittime con la più violenta delle violazioni della tregua annunciate dall’Idf, mentre decine di migliaia persone venivano deportate o sfollate dalla Cisgiordania. È stato l’inizio dell’inferno promesso da Trump, esplicitamente corresponsabile delle nuove atrocità, un inferno che prosegue ogni giorno e ogni notte.
Vogliamo perciò condividere il recente documento della SIS, del quale riportiamo alcuni stralci: “Lo sgomento che viviamo è reso ancora più forte dalla recente denuncia, da parte di una Commissione internazionale indipendente incaricata dal Consiglio dei Diritti umani dell’ONU, del ricorso sistematico alla violenza sessuale, riproduttiva e ad altre forme di violenza di genere da parte dell’esercito di Israele e dei coloni, su donne, uomini e bambinə palestinesə. Questa denuncia si aggiunge a quella relativa alla condizione delle decine di migliaia di donne incinte che all’interno della Striscia non hanno alcuna possibilità di accedere a servizi sanitari, impedimento che riguarda anche l’infanzia, i cui diritti sono sistematicamente negati.”
Come SIL, siamo convinte che pur tra guerre e ingiustizie che soffocano anche nel tempo presente la democrazia, sia sempre possibile rivolgersi alla creatività letteraria per prefigurare mondi diversi e condividere almeno in parte le esperienze durissime di chi subisce l’oppressione e lo sterminio.
La letteratura, infatti, ci ha illuminato da tempo sull’oppressione sistematica che la Palestina ha subito e subisce da parte dello Stato d’Israele, violenza esercitata da una potenza colonizzatrice su una terra colonizzata. In prosa e in poesia, autrici e autori palestinesi e libanesi come Sahar Khalifa, Edward Said, Mahmoud Darwish, Elisa Khouri, Suad Amiry, Susan Abulahawa, Adania Shibli, Nasser Abu Srour per citarne solo alcuni, hanno narrato l’apartheid in cui vive da troppi anni il popolo palestinese. Anche il cinema ci ha mostrato con documentari e film la resistenza, la tenacia quotidiana, l’inventiva e la disperazione della vita sotto occupazione.
Il nostro dolore per ciò che sta accadendo in Palestina, la rivolta verso l’ingiustizia, l’indignazione per l’indifferenza del nostro governo e di tanti altri Stati, non possono rimanere nel silenzio, sebbene siamo coscienti di quanto piccoli, a volte minuscoli siano i gesti che compiamo, individualmente e collettivamente. Ma vogliamo continuare a riaffermare le nostre passioni come ci invita a fare Judith Butler: il desiderio di una libertà condivisa equamente; di lavorare per un’uguaglianza che realizzi le promesse democratiche; di riparare e rigenerare i processi vitali della Terra; di accettare e affermare la complessità delle nostre vite all’interno dei nostri corpi; di immaginare un mondo in cui il governo sostenga la salute e l’istruzione per tutt*, in cui possiamo vivere senza paura, sapendo che le nostre vite interconnesse hanno ciascuna uguale valore. Vogliamo gridare NO alle scelte degli attuali governi chiedendo la cessazione di ogni azione bellica dovunque, per costruire insieme future forme di pace, anche se oggi sembrano impossibili.

Gruppo Sil Firenze

Foto: Yousef Zaanoun / ActiveStills

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