a cura di Paola Zaccaria, (Meltemi, Bari 2004)
Come mai, nonostante la globalizzazione, nonostante la diffusione di concetti come differenza, alterità, diversità, creolità, le bibliografie dei testi di filosofi, semiotici, comparatisti, femministe, soprattutto in Europa, risultano ancora oggi inevitabilmente affollate di titoli della cultura cosiddetta occidentale, svelando la mancanza di un vero e proprio dialogo con le culture e il pensiero non eurocentrici?
Come mai la nostra Italia, che ormai incontra la differenza a ogni angolo di strada, ai concerti, sul lavoro, nelle stazioni, non riesce a prendere in considerazione e ancor meno a entrare in rapporto con le lingue, le culture, e i soggetti “portatori della diversità”?
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