Cinema, arte della resurrezione

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Non era facile fare un film sui percorsi tumultuosi post ‘68 senza indulgere nel rimpianto o nell’ideologia, ma Après mai, tradotto un po’ infelicemente con Qualcosa nell’aria, nelle sale dal 17 gennaio, secondo me ci è riuscito benissimo. Il film di Olivier Assayas (Parigi, 1955) era uno dei più belli fra quelli presentati all’ultimo festival di Venezia, dove è stato premiato per la migliore sceneggiatura. La storia di Gilles (l’esordiente Clément Métayer) e dei suoi amici «è un esempio di cinema come arte della resurrezione, di ciò che si è perso, di ciò che siamo stati», ha detto il regista.

Mi ha colpito soprattutto lo sguardo: con affetto e sincerità, partecipazione e ironia, Assayas ricrea quell’irripetibile momento storico e biografico in cui ci si struggeva di amore per la vita che sembrava sfuggirci («ce l’ho con me stesso, dice a un certo punto il 17enne liceale Gilles, se la realtà bussa non apro») mentre l’idea della rivoluzione, della responsabilità verso la classe operaia erano quasi un’ossessione. In questa ricostruzione minuziosa della periferia parigina, nel 1971, Gilles, aspirante pittore, Alain (Félix Armand), attratto dall’Oriente, e Christine, razionale e determinata (Lola Créton) cercano di mantenere intatta la purezza degli ideali che li hanno spinti a ribellarsi. In sottofondo ci sono il conflitto fra arte e politica, tentazioni anarchiche e dogmatismo, deriva violenta e fuga nelle droghe.

Tutti gli stilemi di quegli anni vengono rivisitati senza diventare mai stereotipi, la repressione della polizia e le molotov, gli attacchinaggi notturni e le assemblee per i compagni in carcere, i documentari militanti e la presa di coscienza femminista di Christine, infine ribelle al compagno padrone. In filigrana, l’educazione sentimentale di Gilles, diviso fra l’amore per la ragazza militante e la sua musa Laure (Carole Combes), sfuggente e perduta. Strepitosa la musica, che il regista ascoltava quando aveva l’età dei protagonisti del film: Syd Barrett, Phil Ochs, Nick Drake, The Incredible String Band, Mike Heron, Robert Wyatt…

Qualcosa nell’aria  (Après mai)  Regia: Olivier Assayas / Sceneggiatura: Olivier Assayas / Fotografia: Eric Gautier / Montaggio: Luc Barnier / Scenografia: François Renaud Labarthe / Interpreti: Clément Métayer, Lola Créton, Félix Armand, Carole Combes, India Menuez / Produzione: MK2 / Distribuzione: Officine blu / Paese: Francia, 2012 / Durata: 122′

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