Non c’è dubbio, il libro in Italia è un malato grave, e il Rapporto sulla promozione della lettura, a cura del Forum del libro, presentato ieri a Roma dal sottosegretario Paolo Peluffo, lo conferma.
Lo stato della malattia è racchiuso nei dati che vengono riassunti all’inizio: « Nel 2012 – anno per il quale non si dispone ancora di dati completi e disaggregati – solo il 46% degli italiani (51,9% tra le femmine e 39,7% tra i maschi) dichiara di aver letto almeno un libro all’anno: il dato, che pure è di gran lunga inferiore a quello di paesi stranieri confrontabili al nostro (per un confronto internazionale, si pensi che legge il 61,4% degli spagnoli, il 70% dei francesi, il 72% degli statunitensi, l’82% dei tedeschi), assume addirittura una connotazione positiva, se lo confrontiamo a quello dell’anno precedente (la crescita dell’ultimo anno si deve essenzialmente a un aumento della lettura nelle regioni meridionali, dove il tasso dei lettori è passato dal 32,7 al 34,2%). Nel 2011, infatti, la percentuale era del 45,3%, in netto calo rispetto al 2010, anno in cui gli italiani che avevano letto almeno un libro erano stati il 46,8%: in un solo anno si erano persi ben 723mila lettori. Comunque, il dato nazionale dei lettori non ha mai raggiunto la metà della popolazione».
E se registriamo senza sorpresa che le donne leggono ben di più degli uomini, il dato più inquietante è che negli anni sostanzialmente non è cambiato nulla. I lettori forti, almeno 12 libri all’anno, il 6,3 per cento della popolazione, poco meno di 14 milioni di italiani, hanno sostenuto in questi anni l’intero settore della produzione libraria.
Non solo. Da qualche decennio crescita dell’istruzione e crescita della lettura viaggiano a velocità differenti. Dal 1995 a oggi, mentre continuava a crescere a ritmo notevole il numero di diplomati (passato dal 63,6 al 72,6% dei giovani diciannovenni) e laureati (passato addirittura dall’11,4 al 34,3% dei venticinquenni), quello dei lettori è cresciuto in misura molto debole (passando dal 39,1 a una punta massima del 46,8% della popolazione, raggiunta nel 2010); anche nel primo decennio di questo nuovo secolo, del resto, il numero di laureati è cresciuto del 36% e quello dei lettori solo del 9%.
Allora, che fare?
Il rapporto presenta un repertorio vasto e dettagliato di tutte le iniziative volte a promuovere la le lettura. Dalle attività nelle scuole, alle biblioteche, alle azioni dei media di carta e online. E una specificità tutta italiana. L’infinito numero di festival culturali che si tengono in tutto il paese.
Per giungere a una conclusione sconfortante. Che nulla, considerando anche i drastici tagli di fondi alla cultura, cambia veramente le cose. E che se i bambini e i ragazzi, fino alle soglie dell’adolescenza, leggono con passione, è quando entrano in contatto con il mondo “là fuori” che perdono il gusto del leggere.
Ecco allora che la domanda ritorna. Come dare valore alla lettura?
Quando è che eroi e eroine della cultura pop, si faranno vedere con un libro in mano? O racconteranno che bella storia hanno letto?
Forum del libro, Rapporto sulla promozione della lettura, marzo 2013, Hanno collaborato: Antonella Agnoli, Elisabetta Laino, Giuseppe Laterza, Valeria Lo Castro, Marina Losappio, Gilda Melfi, Simona Negretto, Loredana Perego, Gino Roncaglia, Carla Ida Salviati, Marina Solimine, Giorgio Zanchini. Coordinamento redazionale: Bruno Mari, Roberta Mazzanti, Giovanni Solimine. per scaricare il pdf
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