Rossana Campo, buddista emotiva

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Un insolito libretto sulla pratica buddista scritto da Rossana Campo, autrice  a cui sono particolarmente affezionata per la maniera diretta e essenziale di descrivere situazioni di vita e relazioni: dalle ragazzine de Il Pieno di super fino alla donna che ritesse le proprie esperienze trasformanti in Lezioni di arabo.

Qui invece non si tratta di fiction. In maniera chiara ed inedita, Rossana parte da sé, traccia le linee di una sua possibile autobiografia a partire dall’incontro con il buddismo. Racconta a grandi linee le sofferenze vissute e la trasformazione avviata grazie ad una maggiore consapevolezza di sé. Felice per quello che sei. Confessioni di una buddista emotiva è il risultato di questa narrazione. La Campo racconta, in uno degli ultimi capitoli, di come si è rappacificata con la parte oscura di sé, quella che chiama “la mia gemella negativa”, quella che ad un certo punto decide di ascoltare davvero, scoprendo così la reiterazione di un meccanismo che le impedisce la felicità. «E così una mattina mi son detta: ma quanto sono stronza! Ho sofferto per non essere stata ascoltata, capita, accetta e sto continuando a farmi esattamente questo. Io non mi ascolto, non mi apprezzo, non mi accetto come sono.[…] e di me chi si occupa di me? chi mi rispetta? chi vuole bene a me? Chi, se non io per prima?».

“Ognuno ha la sua storia e ognuno ha il suo modo di sentire le cose, ma di sicuro praticando a un certo punto si diventa un po’ più sinceri con se stessi, e quindi con gli altri, ci si avvicina sempre più a quello che si è veramente, si vanno a scoprire parti ignorate, continenti sepolti dentro le nostre vite».

Campo ripercorre a grandi linee le basi della pratica e della filosofia buddista, le vite di Buddha e di altri grandi maestri, ma le parti più riuscite del libro sono quella dove mette in parole la sua esperienza, dove narra il suo essere una “buddista emotiva”. Il buddismo è per lei una pratica per aderire a se stessa, per incarnare la propria autenticità. Il suo approccio è laico, non emerge la religiosità o la devozione ad una divinità superiore, ma una fiducia nella pratica quotidiana, nella ricerca della propria Buddità. «Il grande messaggio di libertà del Buddismo per me è questo: è possibile essere felici in questa vita, adesso, qui, proprio come siamo. Con le nostre vite qualunque, i nostri limiti e le nostre passioni. Le nostre angosce e incapacità. Qualunque sia la nostra storia, chiunque siamo, maschi, femmine o transgender, poveri, sfigati, ricchi, malati o sani, egoisti o belle persone.[…] E’ possibile aprire gli occhi su chi siamo veramente, su cosa significa essere vivi e sentire la pace dentro di noi».

E ancora «il Buddismo non prescrive particolari condotte di vita, non giudica nessuno in base al genere, alla razza, alla posizione sociale ed economica. Non discrimina in base agli stili di vita sessuali. Il Buddismo mira a rispettare tutti gli esseri così come sono, cercando di vedere sempre il potenziale racchiuso in ognuno».

L’approccio della scrittrice alla vita emerge in diverse parti di queste confessioni, Campo non è una che crede facilmente alle promesse di felicità o che astrattamente la vita è bella, proprio perché sa quanto può essere difficile, grave, dolorosa. «E poi, cosa significa, che esiste una formula per essere felici?… Io, che mi ero letta Céline  e Italo Svevo, Elsa Morante e Dostoevskij, io sapevo che non c’è da aspettarsi troppo nella vita per quanto riguarda la felicità. Di sicuro c’è da farsi venir i magoni e le incazzature, c’è da imprecare per il male di vivere, ma la felicità? La felicità? Quale persona sana di mente può anche solo pronunciare questa parola?».

Eppure la pratica buddista a poco a poco la conquista, permettendole di illuminare parti buie di sé, di ritrovare la bambina che sapeva perdersi incantata nella magia dei fili d’erba, sentendosi in sintonia col cosmo. «Quello che il Buddha ha cercato di insegnarci è di eliminare la sofferenza che le cose della vita ci procurano, non di eliminare ciò che fa parte della vita».

Dopo sedici anni di pratica buddista la Campo non è diventata un’altra persona, è rimasta con le sue caratteristiche e la sua vita, ma qualcosa è cambiato: «per la maggiore parte del tempo sto bene, sono serena, sono in pace con me stessa. E’ cambiato che sono riuscita a trasformare la mia sofferenza, quella specie di male di vivere che mi sono sempre portato dentro come un fedele compagno». Col tempo ha cominciato a credere «che anche se la vita in certi casi è orribile può migliorare, fino a diventare una cosa bella. Dipende dalla capacità di trasformazione che impariamo ad avere, da quanto riusciamo a credere che possiamo cambiare le cose, se lo desideriamo sul serio».

Alcuni brani del libro sono fortemente coinvolgenti e commoventi, ed hanno mosso in me, che pratico yoga da vent’anni, una forte empatia con la scrittrice. «La pratica è anche un allenamento. A stare col cuore aperto, ad affrontare le difficoltà e i dolori quando si presentano e a provare a dirci che, anzi proprio questo momento tosto, può essere l’occasione giusta, quella perfetta per cambiare. Per trasformare quello che non ci piace più».

Rossana descrive un’immagine che vede dalla finestra: due cornacchie che fanno il nido di fronte a casa sua, «resto a guardarle mentre bevo il mio caffè, commossa da questo miracolo minimo, quotidiano. Dalla luce che è cambiata, alle foglie che spuntano tutte insieme, nuovissime, come se fosse la prima volta, come se l’universo fosse un luogo straordinario dove vivere.[…] Questa specie di felicità tranquilla, animale, ce l’abbiamo tutti dentro, e la meditazione buddista ha lo scopo di farci ritrovare anche questa gioia naturale, questa felicità di essere vivi, al di là delle preoccupazioni che tutti abbiamo, dei problemi che sorgono, della angosce che balzano nel nostro cuore e ci cancellano la consapevolezza di essere qui, in questo vecchio mondo, adesso».

Mi piace concludere con un frase della Campo, comparsa qualche giorno fa sulla sua pagina facebook, rispetto al suo modo di scrivere, che in qualche modo riassume il cuore di questo libro. «Penso che ho sempre scritto per dire, prima di tutto a me stessa e poi alle mie lettore e ai miei lettori, di continuare a lottare. Per raccontare attraverso storie e personaggi qualcosa che si può riassumere così: non lasciamo che le nostre vite ci passino accanto senza scoprire chi siamo davvero. Non lasciamo decidere ad altri chi siamo e cosa è bene per noi. Ricordiamo che lo scoramento e il dolore sono momenti che vanno abbracciati e vissuti, ma è bello vedere sempre un dopo, e avere fiducia che questo dopo ce lo costruiamo noi. Mi piace ricordare sempre che abbiamo diritto di stare al mondo per quello che siamo, con le nostre stranezze, le nostre debolezze, i nostri magoni e le pazzie, è bello imparare che siamo amabili come siamo, e abbiamo diritto di lottare per vivere a modo nostro, e starci bene in queste nostre vite!».

Rossana Campo, Felice per quello che sei. Confessioni di una buddista emotiva, Giulio Perrone Editore, Collana “Nuove onde”, Roma, 2012, 128 pagine, 10 euro

Rossana Campo In principio erano le mutande, Feltrinelli, Milano, 1999, 152 pagine, 7 euro

Rossana Campo, Lezioni di arabo, Feltrinelli, Collana I Canguri, Milano, 2010, 144 pagine, 13 euro

video presentazione del libro su Rai letteratura

recensione ed intervista di Emanuela Valente

recensione ed intervista di Martina Liverani

recensione di Katia Ippaso su Gli Altri

sito libro con rassegna stampa

pagina Rai su Rossana Campo

 

 

 

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