News/Rapallo, un premio per le scrittrici

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Con un romanzo d’esordio e una storia d’amore e di musica ambientata nella Sicilia di fine Ottocento, Emanuela Abbadessa ha vinto il 15 giugno scorso la ventinovesima edizione del Premio per la donna scrittrice Rapallo Carige, che negli anni ha consacrato Loy, Bruck, Mazzantini, Petri, Tamaro, Ballestra, Bonvicini, Bignardi e tante altre. Quest’anno le candidate sono state giudicate dalla giuria tecnica presieduta da Dacia Maraini e dai consueti sessanta giurati popolari scelti soprattutto, ma non solo, tra giornalisti, accademici e bibliotecari, che votano in un’urna davanti al pubblico, naturalmente in busta chiusa. (Aggiungo, in breve, che sono stata in giuria del Rapallo Carige per sette anni e non ho mai ricevuto pressioni da case editrici né da altri. Per dire che il premio, ideato da Carlo Bo nell’85 insieme con Pier Antonio Zannoni, mi pare tuttora molto serio).

Eccoci dunque all’edizione di quest’anno con Rapallo a festeggiare fin dalla sera prima del 15 giugno le scrittrici in lizza ma anche a omaggiare – al teatro delle Clarisse – le vincitrici del passato tramite la lettura di alcuni brani delle loro opere. Vincitrice è Emanuela Abbadessa, nata a Catania, dove ha insegnato Storia della musica; ora vive in Liguria e cura la comunicazione per l’Orchestra sinfonica di Savona.  Il suo Capo Scirocco prende il via proprio sulle tracce di un pianoforte a coda scaricato in Sicilia. Il magico oggetto nero colpisce Luigi, appena sbarcato, anche lui, sull’isola: il giovane dalla voce da tenore è uno spaesato, bisognoso e in cerca di fortuna, personaggio più attuale di quanto si potrebbe pensare. Viene aiutato da Rita Agnello, aristocratica dama che lo accoglie nel proprio palazzo e lo fa studiare. Ma la più giovane Anna, proprietaria del pianoforte, attira le attenzioni di Luigi. Due donne non sono troppe per un giovane ambizioso che sogna di dominare con la sua voce le platee?

Seconda si è classificata Anna Maria Falchi con L’isola delle lepri, un’altra opera prima, ambientata in un’altra isola. Falchi è infatti nata a Firenze ma ha vissuto infanzia e adolescenza in Sardegna, dove la nonna, ha spiegato ai giornalisti, le raccontava molte delle storie che lei ha messo magistralmente per iscritto. Il romanzo narra di Antonello, figlio di una guardia carceraria dell’Asinara. La Sardegna aspra e selvatica è il teatro in cui si svolge una vicenda famigliare spesso drammatica che assume i contorni del mistero e del favoloso, mentre sullo sfondo scorre, indifferente, la vita italiana dal fascismo al dopoguerra e anche oltre. Falchi narra di vite ai margini, che si muovono in una realtà incantevole e crudele e lo fa con un linguaggio molto lodato dalla giuria e dai lettori.

Terza si è piazzata Carola Susani con Eravamo bambini abbastanza, un romanzo molto originale che ci conduce sulle strade d’Europa da cui provengono i sette bambini protagonisti. Cinque maschi e due femmine intorno ai 10 anni, serbi, ucraini, italiani, polacchi, sloveni che arrivano una mattina a Roma con i loro scarni bagagli e accompagnati da the Raptor, il loro rapitore, dal quale però non tentano mai di fuggire. Hanno infatti ricreato una sorta di comunità autosufficiente che Susani ci racconta con mano sicura e la consueta eleganza.

Il premio Opera prima è toccato a Maria Perosino, con Io viaggio da sola, una guida ironica e adatta per muoversi nei meandri dell’esistenza, che l’autrice definisce “una guida semiseria per viaggiatrici sorridenti e solitarie”. Premio speciale della Giuria a Serena Dandini per il suo Ferite a morte, un testo scritto per il teatro in cui monologano, in prima persona, alcune vittime di femminicidio.

Emanuela Abbadessa Capo Scirocco, Rizzoli 2013, pag 378, 16 euro

Anna Maria Falchi L’isola delle lepri, Guanda 2013, pag. 213, 15 euro

Carola Susani, Eravamo bambini abbastanza, Minimum Fax 2012, pag 211, 13,50 euro

Maria Perosino, Io viaggio da sola, Einaudi 2013, pag 160, 14 euro

Serena Dandini, Ferite a morte ,Rizzoli 2013, pag 224, 15 eu

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