S/Oggetti immaginari. Letterature comparate al femminile

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Soggetti immaginariBorghi L. e Svandrlik R. (a cura di), S/Oggetti immaginari. Letterature comparate al femminile, Edizioni Quattroventi, Urbino.

Le donne hanno sempre praticato la comparatistica, costrette ad un lungo lavoro di incessante traduzione in una cultura dominata dagli uomini. Nel Medioevo, ad esempio, era una comparatista Trotula, che nella Salerno dell’XI secolo comparava i linguaggi dei corpi, o Bettisia Gozzardini che seguiva le lezioni all’Università di Bologna travestita da uomo: o, ancora, Christine de Pisan, la cui Cité des Dames, traduce l’agostiniana Civitas Dei in una storia di laica genealogia al femminile.

Per la prima volta in Europa, un gruppo di studiose si interroga sulla comparatistica al femminile: su come attraversare un campo di esperienze letterarie eterogenee, incontrare quell’unico centogambe che è la letteratura femminile attraverso i secoli e le differenti culture. Uno degli scopi dichiarati di questi saggi è la “costruzione” di una lettrice comparatista capace a sua volta di ascoltare le proprie passioni letterarie nel continuum testuale e immaginario della scrittura delle donne.

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