Guide/ Dimore per autori e autrici in cerca di concentrazione

colusso-cover-15x23.inddDal tempo di Mecenate a quello della sharing economy, passando per la “stanza tutta per sé” auspicata da Virginia Woolf il passo non è breve, pur se autrici e autori hanno sperimentato nel corso dei secoli “le modalità più disparate di accoglienza e sostegno alla loro creatività, in patria e in viaggio, seguendo le evoluzioni o involuzioni dell’economia, della politica, della società, delle forme dell’abitare.” Lo afferma Tiziana Colusso, viaggiatrice e scrittrice di originale e cosmopolita talento dedita, fatto non marginale del suo modo di esistere, al Tai Chi Chuan nell’introduzione al suo ultimo libro, una guida per autori che desiderino sperimentare le forme di mecenatismo oggi praticabili e un modo moderno di effettuare, tra società, arti e letteratura, possibili contemporanei Grand Tour. Forme di mecenatismo e di condivisione che Colusso, autrice di narrativa, poesia, teatro e saggistica, giramondo per passione e professione – con un passato recente di responsabile esteri del Sindacato Nazionale Scrittori e di membro del direttivo dello European Writers’ Council – ha largamente e variamente sperimentato.

Il lavoro, dal titolo esplicito e precisamente declinato – torri d’avorio & autori in tour. Writers Houses e Residenze di Scrittura in Europa al tempo della sharing economy – rappresenta ben più di un’utile guida, la prima di questo genere in lingua italiana, pur se richiama alla mente, le parole chiave di certe appassionanti guide Routard che, in veste di routarde letteraria e non solo, la personalità e le esperienze formative e lavorative di Tiziana Colusso così bene incarnano: avventura, indipendenza, ecologia, rispetto, libertà, humour, nostalgia dei paradisi perduti… Paradisi che, nello specifico, sono le Writers Houses e le Residenze di Scrittura che l’autrice ha direttamente vissuto, o quelle che semplicemente censisce e che ha così bene ricostruito, attraverso le interviste e le testimonianze di chi ne è curatore o di chi le ha abitate, da sentirle comunque parte della sua esperienza e da farle desiderare, a chi legge, come stanze non più solitarie, ma come stimolante moderno co-housing possibile per sé.

Nel mondo odierno, sottolinea Colusso, tutto è “co-”: dal co-working, al co-abitare, al co-operare. Una condivisione agevolata, aggiungo, dalle enormi potenzialità di aggregazione sociale fornite da internet, di cui forse, almeno in alcuni ambienti, non è stato ben compreso che non si tratta di uno strumento volto a favorire l’isolamento evocato da certa spicciola “sociologia” ma semmai l’aggregazione. Nel caso dello scrittore in tour il passaggio spesso ricorrente da una cultura all’altra, il dialogo plurilingue con altri autori o traduttori, il confronto sia quotidiano sia creativo, la relazione con lo spirito dei luoghi, che sia o no direttamente descritta nell’opera.

In questo spirito Tiziana Colusso fornisce, organizzandole Paese per Paese in ordine alfabetico, notizie preziose sulle Writers Houses e sulle Residenze di scrittura: che non sono la stessa cosa, spiega, riferendosi le une a luoghi più o meno incantati che, in diversi contesti nazionali e culturali, accolgono chi è dedito al lavoro creativo lontano dalle incombenze e dalle distrazioni dell’esistenza abituale, le altre a programmi generalmente a tema da vivere in clima di coabitazione e di pensiero e lavoro condiviso. Tutte le strutture recensite hanno in comune l’affidabilità, l’offerta per il resident writer non solo di una stanza per sé, ma di biblioteche multilingue e possibilità di incontri con il pubblico o con le scuole locali; tutte, a usare le parole dell’autrice, possono costituire “un incrocio fecondo tra itinerari di vita e residenze pronte ad accogliere tali itinerari”; tutte forniscono un’esperienza che si valorizza nella durata, da un paio di settimane a qualche mese a seconda del progetto, “in una sequenza di ore e di giorni che, trovando fondamento in questo laboratorio collettivo di scrittura, consentono di andare a fondo, di abbandonarsi al ritmo della lingua e del pensiero senza i soliti impedimenti o le interferenze della quotidianità: nel flusso della durata la scrittura diventa un viaggio, e la Casa per Scrittori una nave lanciata senza attriti nel mare della conoscenza”.

Di pagina in pagina e di Casa in Casa, si va dalle notizie più pratiche – indirizzo, telefono, sito internet, posta elettronica, referenti – a quelle che si riferiscono allo spirito e allo specifico della struttura passata in rassegna, spesso corredate da testimonianze dirette come interviste, stralci di diari di viaggio, memorie. Si passa da spazi minuscoli misurati e concentrati ad altri più grandi e prestigiosi, come ad esempio la stupenda Camargo Foundation di Cassis in Francia o il Collège Européen des Traducteurs Littéraires nel meraviglioso castello di Seneffe, in Belgio; da centri di avanguardia formicolanti di modernità, come il Blitz di La Valletta, a antichi e riposti luoghi di meditazione, come il monastero francese di Saorge o quello bulgaro di Rila, a residenze cariche di memorie letterarie, come il Centro Canetti di Ruse o Villa Marguerite Yourcenar a Saint-Jans-Cappel.

L’autrice si limita all’Europa, pur segnalando, per chi volesse allargare ulteriormente il raggio, che la rete delle Writers Houses è una realtà mondiale e che la massima densità è concentrata negli Stati Uniti. La scelta della sola Europa, almeno al momento, oltre che a ragioni di affidabilità e completezza su quanto censito, è dovuta alla volontà esplicita di focalizzare l’attenzione in questo ambito geografico, anche per capire quale politica esercita il nostro continente sia per valorizzare il patrimonio storico-culturale del passato, sia per sostenere gli autori e gli artisti impegnati a creare la cultura della contemporaneità.

Nell’Italia non troppo dedita a questa forma di rivalutazione del patrimonio storico-architettonico e a tale genere di sostegno alla mobilità di scrittori e artisti, non mancano punte avanzate, talvolta incoraggiate e seguite nel tempo dalla stessa Colusso, che l’autrice segnala e che insieme alle altre esperienze europee possono costituire, per istituzioni, fondazioni e privati, uno stimolo a raccogliere e perseguire il lodevole esempio, specie in un momento storico caratterizzato da forti ondate migratorie, in cui appare utile e necessario praticare il dialogo tra culture europee e extraeuropee e la cultura dell’accoglienza. Da notare che le poche coraggiose esperienze italiane sono create e gestite soprattutto da donne: Altradimora pensata e gestita come “officina dei saperi femministi” da Monica Lanfranco, Roadhouse voluta a Villa Tabusso di Rubiana (Torino) da Nadia Nicoletti; la Casa degli Artisti di Sant’Anna del Furlo ideata dalla giornalista Andreina de Tommasi insieme al fotografo Antonio Sorace.

Dall’Ovest, al Centro all’Est Europa, dalla Grecia alla Scandinavia alla lontana Islanda, se diverse sono le motivazioni degli scrittori per voler sperimentare un habitat geografico, culturale e esistenziale diverso dal solito, altrettanto varie e molteplici sono le Writers Houses che possono soddisfare inclinazioni e necessità: anche dal punto di vista logistico-economico si va da strutture che offrono gli spazi e una cucina comune dove preparare i pasti, a quelle che mettono a disposizione l’ospitalità completa o, addirittura, il rimborso delle spese di viaggio e una borsa per il progetto perseguito. Sulle orme del lavoro di Tiziana Colusso ogni autore, ogni autrice riusciranno a trovare la torre d’avorio, non personale ma condivisa, giusta per sé. L’auspicio generoso dell’autrice di questo libro bello e assolutamente necessario è che siano in molti/molte ad approfittare di questi semi di conoscenza: non resta che compilare il vostro/nostro application form! E, al di là di ogni scopo pratico, di immergersi in un libro che arricchisce, si sia o no scrittori, la consapevolezza e l’orgoglio di abitare un mondo vasto, vivo, interculturale.

 

Tiziana Colusso, torri d’avorio & autori in tour. Writers Houses e Residenze di Scrittura in Europa al tempo della sharing economy, Robin Edizioni, Torino, 2015, pp. 408, euro 19,00

 

 

PASSAPAROLA: Facebooktwittergoogle_pluspinterestFacebooktwittergoogle_pluspinterest GRAZIE ♥
The following two tabs change content below.
La rivista della SIL si occupa di scritture, politiche, culture delle donne. E non solo. Alla ricerca di parole, linguaggi, narrazioni che interpretino e raccontino cambiamenti e spostamenti in corso. Nello scambio tra lettrici, autrici e autori – e personagge. Dal 2017 sul sito www.letteratemagazine.it Redazione Barbara Bonomi Romagnoli, Laura Marzi, Gisella Modica, Gabriella Musetti, Silvia Neonato. Direttora Bia Sarasini.

Ultimi post di LETTERATEMAGAZINE (vedi tutti)

Categorie
0 Comments
0 Pings & Trackbacks

Lascia un commento