Saggi

  • Chi compra il sesso

    Il libro di Giorgia Serughetti Uomini che pagano le donne parla di prostituzione da un punto di vista insolito, quello del cliente. Perché gli uomini continuano a cercare donne a pagamento, anche se il sesso è libero? Che cosa è diventata l’intimità?

  • È sempre una doppia storia

    In occasione della riedizione presso Bompiani del classico della letteratura erotica Histoire d’O, di Pauline Reage, pubblichiamo due brani del saggio di Diana Sartori, dalla raccolta a cura di Paola Bono, Riscritture d’amore, editore Iacobelli, rielaborazione di un seminario residenziale della SIl

  • Joan W. Scott, la donna che ha inventato il gender

    Viene ristampato da Viella nella collana a cura della Sis il classico saggio della storica americana Il genere: un’utile categoria di analisi storicaIl volume è a cura di Ida Fazio, con una post-fazione di Paola Di Cori, che esamina la fortuna della parola, anche in italiano. A distanza di anni Joan Scott confessa di aver perso interesse per il concetto ormai entrato a far parte dell’immaginario e del vocabolario comune

  • Psicoanaliste, donne di frontiera

    Undici psicoanaliste contemporanee si confrontano con altrettante maestre, pioniere delle scoperte della sessualità e dell’inconscio femminile. Un corpo a corpo serrato, all’interno della più freudiana delle scuole psicoanalitiche. A dimostrare che non ci sono più gabbie, o ortodossie, e la parola femminile circola libera

  • Il primato delle élite economiche

    In Ritorno delle élite Rita Di Leo disegna il ritratto delle classi alte che hanno ripreso in pieno il loro ruolo, dopo averlo lasciato per alcuni decenni alla politica. Dell’affresco fa parte il disastro delle élite della sinistra, che sbagliando hanno considerato acquisite per sempre le conquiste dei diritti del lavoro del Novecento

  • Tutte le parole per dire i femminismi

    Femministe a parole, a cura di Sabrina Marchetti, Jamila M.H. Mascat e Vincenza Perilli, pubblicato da Ediesse. Un dizionario dedicato a tutte le voci dei differenti femminismi, e qualche curiosa mancanza da “corpi” a “precarietà”. Una viaggio tra famiglie, postporno, neocoloniale  e bianchezza